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leonardo bellini
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LinkedIn non funziona?

Intervista a Leonardo Bellini sull’uso professionale efficace di LinkedIn
di Anna Fata

 

LinkedIn: chi più, chi meno, tutti oggi ne abbiamo almeno sentito parlare. Qualcuno di noi magari si è anche iscritto. Essere iscritti, in sé e per sé, non è garanzia sufficiente per saperne usare al meglio le sue potenzialità e servizi e ottenere risultati utili per la propria professione. Già, perché anche se oggi questo social network tende ad essere popolato di contenuti altamente professionali, risultano sempre più diffusi anche post e immagini che forse sono più ludici che altro.

Un uso improprio o un suo sottoutilizzo può generare disaffezione, frustrazione, e una diminuzione costante del tempo e delle energie in esso profuse. Il risultato pressoché costante in questi casi è la convinzione che tanto “LinkedIn non funziona”.

Leggendo il nuovissimo libro di Leonardo Bellini, Digital Marketing Strategist, LinkedIn Trainer, Blogger e Speaker, “Come usare LinkedIn per il tuo business” non si può fare a meno di constatare che LinkedIn è un universo pressoché sconfinato con numerose possibilità professionali che se correttamente e anche un po’ creativamente utilizzate possono apportare numerose soddisfazioni.

 

libro leonardo bellini

 

Il libro di Bellini è un vero e proprio manuale che esamina fin nel minimo dettaglio tutti i servizi che questo social network mette a disposizione dei suoi iscritti con una cura quasi maniacale, ma a quel punto non abbiamo più scuse per dire che LinkedIn non serve a niente. Se questo accade, evidentemente, la responsabilità è solo nostra.

Per approfondire l’argomento abbiamo deciso di rivolgere all’Autore alcune domande:

 

D: Cosa diresti ad una persona che si lamenta che “tanto LinkedIn non funziona” per trovare lavoro o clienti?

R: Per prima cosa gli chiederei se crede o è convinto di conoscere al meglio le logiche e le dinamiche di LinkedIn, se coglie le differenze, in termini di contesto e obiettivi, rispetto agli altri Social network “personali” e non “professionali” com’è LinkedIn. Lamentarsi non serve a niente: se prima non si sono identificati gli obiettivi, non si sono pianificate le attività e le azioni non possiamo pretendere di raggiungere dei risultati solo per il fatto di aver compilato il nostro Profilo su LinkedIn , magari in modo superficiale. Per ottenere successo e raggiungere risultati su LinkedIn dobbiamo approcciare questo Social network in maniera diversa, dobbiamo cambiare attitudine e pensare che il tempo su LinkedIn non è tempo “speso”, senza alcun ritorno, ma è un tempo investito per raggiungere i nostri obiettivi professionali o di carriera; ecco alcuni degli obiettivi o dei traguardi che potremmo raggiungere grazie a LinkedIn:

  • Ricevere nuove opportunità di carriera
  • Trovare un nuovo lavoro
  • Trovare nuovi lead o farsi trovare da potenziali clienti o collaboratori o Partner
  • Migliorare la propria reputazione e sviluppare il proprio brand professionale
  • Apprendere e tenersi costantemente aggiornato utilizzando Pulse o partecipando alle discussioni nei Gruppi di settore.

 

D: Cosa ne pensi della dilagante, recente tendenza dell’invasione su LinkedIn di immagini (es. selfie, food porn, vacanze, animali domestici, ecc.) e discorsi non sempre attinenti al mondo professionale? Nel caso, se non graditi questi contenuti, come difendersene, anche perché talvolta questi sono frutto dei contatti di secondo o terzo livello che non abbiamo accettato direttamente?

R: Questo fenomeno dei contenuti inappropriati pubblicati su LinkedIn vedo che in genere suscita reazioni contrapposte e contraddittorie: c’è chi lo ritiene una sorta di “male necessario”, una conseguenza inevitabile del sempre maggior numero di utenti LinkedIn, dell’ allargamento della base utenti che fisiologicamente imbarca un po’ tutti, anche persone abituate a stare solo su Facebook. LinkedIn saprà autodepurarsi da queste scorie e tornare il luogo del business? Io me lo auguro.

C’è chi invece alza le proprie difese e cambia le impostazioni delle privacy per non rischiare di ricevere richieste di collegamenti da persone che siano al di fuori dei collegamenti di 1° livello. E’ sempre comunque possibile difendersi smettendo di seguire o nascondendo nel proprio newsfeed gli status update di persone che continuano a scambiare LinkedIn per Facebook o Snapchat.

Il mio punto di vista o forse speranza che questa ondata di barbari” non comprometta o annacqui lo spirito di serietà e professionalità che contraddistingue e rende diverso LinkedIn da tutti gli altri social network.

 

D: Secondo te, quali sono le motivazioni per un professionista, un manager, un imprenditore per investire in un account business su LinkedIn?

R: Se ti occupi di vendite professionalmente, se sei un responsabile commerciale, o se il tuo lavoro consiste nel valutare e selezionare le figure giuste per la tua azienda su LinkedIn, allora credo che tu debba valutare seriamente l’opportunità di attivare un Account Premium. Idem se sei in cerca di lavoro o decidi di investire molto tempo su LinkedIn per raggiungere obiettivi di business. Attenzione, non è obbligatorio passare all’account Premium per raggiungere risultati su LinkedIn.

Conosco fior fior di Manager e Professionisti che hanno trovato il giusto equilibrio tra tempo dedicato a LinkedIn e risultati ottenuti senza ricorrere alle funzionalità aggiuntive e ai servizi premium. Il mio consiglio è di passare ad un account a pagamento solo dopo aver dedicato del tempo a imparare le best practice, aver imparato per esempio ad utilizzare al meglio la ricerca avanzata o la gestione del network, e aver raggiunto i primi risultati.

Solo dopo questa fase consiglio di prendere in considerazione gli account premium che senza dubbio facilitano o accelerano il raggiungimento dei nostri obiettivi su LinkedIn.

 

D: In quali casi può valere la pena investire in una campagna a pagamento su LinkedIn, rispettivamente per un’azienda oppure per un libero professionista?

R: Per un’azienda, ma in generale per un brand può valer la pena creare campagne a pagamento non solo per allargare ed espandere la visibilità (reach, copertura) dei nostri contenuti della pagina mediante la loro sponsorizzazione (Company update), ma anche generare traffico qualificato portando la nostra target audience sulle nostre landing o sales page, esterne a LinkedIn.

Per un’azienda c’è la possibilità di creare Social Ads per spingere un candidato a rispondere a quell’annuncio di lavoro o a visitare la Pagina Carriere, oppure di spingere gli utenti a iscriversi ad un Gruppo creato dall’azienda.

Una delle più grandi critiche rivolte all’attuale sistema di Campaign management di LinkedIn sono state la scarsa flessibilità nella progettazione delle campagne, l’esosità del prezzo (il costo minimo per contatto è di 2e e il budget minimo giornaliero è di 10 €) e infine l’impossibilità di tracciare le conversioni, per esempio il tasso di conversione d un visitatore proveniente da LinkedIn in un contatto qualificato.
LinkedIn ha recentemente introdotto un sistema di tracciamento delle conversioni, mediante l’introduzione di un pixel di conversione, simile a quello creato da Facebook o Twitter, che permette agli inserzionisti di tracciare e ottimizzare le campagne di social lead generation o di social commerce.

Analogamente il professionista può sviluppare il proprio brand professionale dando maggiore spessore e visibilità ai propri contenuti o acquisendo nuovi lead con campagne basate sugli Annunci testuali (textual Ads), portando l’utente LinkedIn sulle proprie landing page.

 

D: Da ultimo, in cosa il tuo libro si distingue da altri su LinkedIn e perché potrebbe essere utile ai potenziali lettori?

R: Credo che il mio libro si distingua dagli altri per la metodologia che propongo, per l’approccio rigoroso e scientifico che propongo, per l’attenzione che pongo sul concetto di LinkedIn come strumento di lavoro. Professionale, utilissimo per contribuire al raggiungimento dei vostri risultati di business.
Chi acquista il mio libro non acquista solo un Manuale, in cui sono indicate come svolgere determinate azioni ma un libro dove è presente una metodologia basata su 8 passi, che il lettore può applicare, ripetere, adattare e fare propria in modo da rendere unica e personalizzata la propria esperienza su LinkedIn.

Sul mio sito LinkedInforbusiness.it è possibile scaricare le prime 33 pagine del mio libro, così potete farvi un’idea prima di acquistarlo.
Per chi invece intende acquistarlo, su sito webintesta.it è possibile acquistarlo per tutto ottobre, a prezzo scontato utilizzando il codice promozionale LINKEDIN.

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