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anna pernice
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Come sarà il blog del futuro (se esisterà)?

Intervista a Anna Pernice sulle prospettive future dei blog e del blogging
di Anna Fata

 

Come sarà il blog del futuro? Ma soprattutto: esisterà ancora?
Sono alcune delle domande più ricorrenti che alcuni di noi si pongono e rispetto alle quali cercano risposte innovative, al passo coi tempi, anche e soprattutto in relazioni al cambiamento delle esigenze, delle consuetudini, delle modalità, luoghi, tempi di fruizione da parte dei lettori.

Al limite, a volte, si arriva a porre in discussione l’esistenza stessa di lettori per il futuro.
Esisteranno solo video e/o poadcast?

Leggendo il nuovo libro di Anna PerniceManuale per aspiranti blogger – Crea emozioni con lo Storytelling” troviamo alcune riflessioni e indicazioni interessanti sullo stato dell’arte del blogging oggi, in special modo nell’ambito dei viaggi, della moda, del cibo, aree rispetto alle quali l’Autrice è molto competente, grazie anche alla realtà che ha creato, Travel Fashion Tips.

 

libro manuale per aspiranti blogger

 

Il libro è molto scorrevole, pratico, sicuramente assai utile per blogger che desiderano affacciarsi nel settore.

Noi abbiamo voluto andare un po’ oltre e abbiamo deciso di rivolgere all’Autrice alcune domande per approfondire alcune questioni di grande attualità e utilità per chi scrive e/o per chi si accinge a farlo.

 

D: A tuo avviso, come evolverà il blog tradizionale come lo vediamo oggi, come sarà, se ci sarà ancora, il “blog del futuro”?

R: Sicuramente nel futuro il blog continuerà ad esistere perché l’uomo ha da sempre l’esigenza di scrivere, raccontare e raccontarsi. Dai disegni nelle caverne dell’uomo primitivo, ai diari segreti di quando eravamo bambine fino poi ad arrivare a MySpace, la prima forma di blogging ed ai blog attuali su wordpress e blogspot. Nell’ultimo anno, però, vediamo già un cambiamento in corso in cui la scrittura sta passando in secondo piano per lasciare spazio prima alle foto e le immagini, in quanto più immediate ed in grado di cerare subito delle emozioni più immediate ed impattanti, per poi evolvere sempre più verso i video. Basti pensare a Snapchat, Instagram Stories e le dirette su Facebook, che sono ormai delle forme di blogging dirette ed istantanee in grado di produrre emozioni più velocemente del testo scritto.
Io credo che nel futuro ci si orienterà sempre più in questa direzione, verso i video live e non, con la differenza che non spariranno dopo 24 ore, ma di cui resterà traccia nel web.

 

D: Il tuo libro è particolarmente riferito alla tua esperienza su cibo, viaggi, moda. Che consigli daresti a chi ha un blog su aree tematiche affini, ad esempio il benessere per renderlo più accattivante e utile per i lettori, oltre che magari economicamente per chi ci scrive?

R: Forse non lo sai, ma il primo blog che ho creato (prima di Travel Fashion Tips) e che per anni ho gestito insieme ad un nutrizionista trattava proprio di tematiche inerenti il benessere (nutrizione, sport, pnl e salute in generale) che in poco tempo ha raggiunto numeri davvero interessanti. Il consiglio, per chi si approccia a questo settore, è di partire dalla domanda “cosa interessa al mio target?” e cercare di scrivere degli articoli che siano utili e diano risposte, ma con un linguaggio semplice e non tecnicistico, inserendo esempi personali e battute, proprio come se si parlasse ad un amico.

 

D: Secondo te, con l’attuale sovrabbondanza di contenuti, informazioni, ecc., sarà possibile un futuro per guadagnare con i blog, pur salvaguardando la libertà d’informazione, formazione, senza scadere nel commerciale? In tal caso, come consigli di procedere a chi desidera intraprendere questa strada?

R: Secondo me c’è sempre spazio per nuovi blogger per continuare a guadagnare. Basta scegliere la nicchia giusta e scrivere contenuti interessanti e di qualità. Il consiglio è di avere ben chiaro l’argomento del proprio blog, definire un piano editoriale e portarlo avanti senza farsi influenzare troppo dai contenuti commerciali. Questi ultimi sono importanti per auto finanziare il blog, ma non devono essere i principali contenuti dello stesso.

 

D: Sempre più professionisti si avvalgono di video per comunicare i loro contenuti. Che suggerimenti offriresti a chi desidera iniziare a produrre video in modo professionale, senza investire cifre esorbitanti per attrezzature, software, ecc, e magari è anche carente o poco incline alle competenze tecniche in materia?

R: Come scrivo anche nel mio libro, per postare un video su Youtube o sul blog non è necessario avere competenze tecniche particolari, ma basta essere dotati di una videocamera o uno smartphone ed avere un canale attivo. Navigando su Youtube si trovano video di tantissimi tipi diversi. C’è chi mette in mostra il proprio talento (come ad esempio suonare uno strumento, fare acrobazie o pratica uno sport), chi posta consigli di bellezza o di moda, chi canta delle cover o chi racconta la propria vita di tutti i giorni.
La presenza personale è importante ma non fondamentale nei propri filmati, e per aumentare il gradimento da parte del pubblico il sorriso è sempre un’arma vincente.
Alla base della creazione di buoni contenuti video non va sottovalutata anche la qualità delle riprese ed un buon programma per il montaggio, ma ci sono molte alternative a basso costo e molto valide, o addirittura le App per il telefono che sono in grado ormai di fare di tutto.
Io ad esempio da quando ho scoperto Imovie, un’App gratuita per dispositivi Apple, ho iniziato a realizzare molti montaggi video in modo semplice usando piccole riprese fatte con l’Iphone o con la GoPro riuscendo a realizzare dei video anche abbastanza carini con pochissime competenze tecniche.

 

D: Facebook live: oggi se ne parla, comincia a diventare una moda il suo utilizzo. Secondo te quali potenzialità potrebbe avere per un blogger per comunicare professionalmente, senza rischiare di essere invadente, eccessivo, inopportuno?

R: Io sono dell’idea che i social sono molto utili per creare networking e far aumentare le visualizzazioni del proprio blog o del proprio business o anche solo la propria brand awareness, ma devono essere usati nel modo giusto.
Le dirette Facebook possono essere molto utili durante un blog tour per mostrare la bellezza dei paesaggi in cui ti trovi, o durante un evento per far vedere a 360 gradi la location ed il pubblico che è lì con te. Ecco, così hanno un senso le dirette. Se non hai nulla da comunicare, meglio non comunicare piuttosto che esserci a tutti i costi senza comunicare nulla. Anche il silenzio è comunicazione ed a volte è la scelta migliore.

 

D: E per concludere: quali suggerimenti ti senti di dare ad un aspirante blogger che vorrebbe iniziare la tua stessa carriera professionale, ma non sa da che parte cominciare?

R: Iniziare dal mio libro! 😀
Se io all’epoca l’avessi avuto, avrei evitato tanti errori, che però mi hanno aiutato a crescere.

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