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amin el fadil
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Come coltivare una SEO sempre più umana

Intervista a Amin El Fadil sull’evoluzione presente e futura della SEO
di Anna Fata

 

Dopo aver discusso di SEO con Sara Borghi e in precedenza con Bonaventura Di Bello, con particolare riferimento al rapporto tra SEO e Social, torniamo ad affrontare l’argomento, sempre molto caldo e attuale, da una diversa angolatura.

Oggi pare che per certi versi la SEO si stia “umanizzando”. Gli algoritmi sono sempre più raffinati, ma soprattutto comprensivi sempre più di aspetti sociali, etici, culturali, formativi, informativi. Si tratta di quel che diffusamente viene definito come contenuto di qualità, utile, aggiornato, efficace, socialmente condiviso e discusso.

Perché forse, in fondo, torna alla ribalta il fatto che il Web e i Social sono composti da persone e per le persone. In questo senso, probabilmente, un approccio esclusivamente tecnico al Web e ai Social non è più possibile (ammesso che lo sia mai stato).

Come sopravvivere, quindi, a questo sovrabbondanza di contenuti, a questa richiesta ubiquitaria di attenzione, interazione, condivisione a cui siamo costantemente chiamati?
Se è vero che si scrive, in ultima analisi, per essere letti, il tempo, le energie, l’attenzione di ciascuno di noi sono limitati e come tali devono essere conquistati, mantenuti e soprattutto meritati.

Abbiamo chiesto a Amin El Fadil, Consulente web marketing e SEO, ma anche profondo conoscitore degli aspetti più squisitamente umani e sociali del Web e dei Social, di chiarire alcuni aspetti che ci si pongono di fronte per comprendere come muoverci efficacemente in un’ottica SEO.

 

 

D: Partiamo dall’antico dilemma: scrivere per i motori di ricerca o scrivere secondo la propria sensibilità. Come possiamo conciliare oggi queste due prerogative?
R: Se parliamo di creare contenuti in ottica di acquisizione di visite e clienti, si scrive in funzione degli obiettivi che si vuole raggiungere. Bisogna innanzitutto chiedersi: la seo può essere funzionale agli obiettivi che intendo raggiungere? Se dopo aver fatto un’analisi tramite Google Keyword Planner e altri tools scopro che esiste un numero sufficiente di ricerche nell’ambito di cui voglio trattare, se desidero intercettare parte di quel traffico è importante che analizzi quali sono le ricerche più trattate e quali sono i termini, argomenti e domande più comuni delle persone che cercano informazioni nell’argomento in cui intendo scrivere.

Una volta fatta quest’analisi possiamo sviluppare una traccia che può potenzialmente intercettare parte di quelle ricerche. Finito questo lavoro a livello seo abbiamo una certa libertà stilistica, nel senso che non è necessario “ripetere tante volte le keyword” e usare trucchetti artificiali che molti pensano siano utili per ottenere più traffico da Google.

 

D: I backlink: tutti li vogliono, ma pochi sono disposti a concederli. Cosa suggeriresti per conquistare backlink efficaci in modo etico, costruttivo, rispettoso sia degli interessi, sia delle relazioni umane?

R: Se si escludono tecniche più o meno black hat, esistono diversi approcci e azioni che possono essere utili all’acquisizione naturale e costante di nuovi link. Oltre allo sviluppare un proprio brand personale e creare relazioni con altri blogger o partner nel nostro stesso settore (cosa sempre utile), uno degli approcci che per la mia esperienza ho riscontrato funzionare meglio in Italia a livello “white hat” è quello di creare contenuti su misura per un target che con buona probabilità può essere intenzionato a linkarmi.

Così come esistono contenuti creati appositamente per generare condivisioni sui sociali o lead, è possibile creare articoli e risorse con l’obiettivo specifico di ottenere links da siti che potenzialmente sono più propensi a linkare progetti esterni.

Questo è fattibile in molte più nicchie di quante non si immagini. Come fare? Una volta analizzati i contenuti più linkati e condivisi in una nicchia, cerchiamo di capire se questi links sono stati acquisiti in toto o in parte in maniera naturale. Se è così, ci sarà utile cercare di capire cosa ha portato quel contenuto ad essere linkato in maniera spontanea, e cercare di replicare e adattare alla nostra situazione tutto ciò che può portare anche noi ad ottenere un buon risultato in ottica di acquisizione di nuovi links.

 

D: Cosa suggeriresti di NON fare assolutamente per non vedere penalizzato il proprio sito dai motori di ricerca?

R: Leggere con attenzione le Linee guida per i webmaster di Google e attenervisi, evitando di violare le regole del motore di ricerca e in generale del buon senso, in special modo se non si sa esattamente ciò che si sta facendo. Gli algoritmi e i sistemi di controllo antispam di Google sono in continua evoluzione, ciò che magari funzionava bene o decentemente anni fa può portare oggi o un prossimo domani a un cartellino rosso. Se lavoriamo per siti non nostri, bisogna sempre andarci coi piedi di piombo.

 

D: Cosa ci puoi dire del rapporto sempre più stretto tra SEO e Social, come si sta configurando e si configurerà, secondo te?

R: I social, oltre a essere in vari casi un’importante fonte di traffico e conversioni, possono essere molto utili in diversi ambiti all’interno dell’attività seo. Questa importanza è cresciuta molto e sono dell’idea che crescerà ancora di più nel prossimo futuro.

Elenco al volo 3 ragioni per cui i social sono (spesso) molto importanti a livello seo:

  1. Gli account sui social, così come i siti web, possono posizionarsi su Google e quindi possono giocare un ruolo attivo all’interno di un’attività di posizionamento seo.
  2. Avere account social attivi da in qualche modo prova del fatto che “esistiamo” al nostro prospect e a Google. Cosa pensereste di un’azienda che vende prodotti/servizi al pubblico, magari online, e non ha alcuna presenza sui social? I social possono essere molto utili per costruire le fondamenta della nostra credibilità sul web.
  3. Avere costantemente segnali sociali, sia in fatto di condivisioni sui social che di traffico ottenuto dagli stessi è molto utile in ottica di link building per mostrare a Google che abbiamo seguito e credibilità sul web.

 

D: Ho visto che stai studiando molto i Social ultimamente: cosa consiglieresti di fare per ottimizzare in ottica SEO le proprie pagine professionali e/o aziendali nei Social, ad esempio su Facebook?

R: Come detto nella risposta precedente, è possibile posizionare gli account social, anche se naturalmente ci sono dei limiti rispetto ai normali siti web. Le regole e i consigli sono gli stessi dei siti tradizionali: ottimizzazione nome della fanpage, descrizione, creare contenuti interessanti e originali, lavorare per migliorare l’engagement, e ovviamente anche i link qui giocano un ruolo primario.

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Umanizzare la Seo
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Umanizzare la Seo con le relazioni, il link building, gli algoritmi
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