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10 Modi in cui i Social Media stanno cambiando il mondo

Come cambia la visione del mondo e con essa la vita e il lavoro
di Anna Fata

 

Premessa

Sono stata tra i primi psicologi ad approdare nel Web nel lontano 1998. Presa da un fervido entusiasmo mi buttai a capofitto in questo mondo tecnomediato per conoscere, indagare, ricercare tutto quello che poteva allora rientrare nei miei interessi, in lingua italiana, ma anche e soprattutto inglese.

Mi sembrava stupefacente poter intervistare illustri professori universitari d’oltreoceano contattandoli con un click, scrivendo loro una spartana mail in italiano un po’ stentato. E loro rispondevano, con celerità, disponibilità, e soprattutto con quella naturalezza di chi è avvezzo da sempre a questa apertura mentale, umana e professionale.

Un po’ per deformazione professionale, come psicologa, creai un sito con FrontPage sulla Internet Dipendenza, di cui allora si parlava tanto, grazie anche a noti ricercatori come Kimberly Young.
Molto presto, però, mi resi conto che il lato “patologico”, o meglio, il misuso del Web rappresentava e rappresenta tutt’oggi la minima parte rispetto al suo utilizzo costruttivo, creativo, che se ne fa sia sul piano personale, sia professionale.

Sono sempre stata convinta, e oggi più che mai, che ogni strumento è neutro: tutto dipende dall’uso che se ne fa. E questa scelta spetta esclusivamente a ciascuno di noi.

 

I dati

Numericamente cosa è cambiato in questi ultimi anni nell’universo del Web?
Secondo il World Economic Forum entro il 2018 2.44 bilioni di persone utilizzeranno i Social Network. Ogni minuto spediamo più di 30 milioni di messaggi su Facebook e pubblichiamo circa 350,000 Tweet.

L’utilizzo sempre più massiccio del Social Media non sta cambiando solo il modo in cui comunichiamo, ma anche il modo in cui lavoriamo, facciamo affari, politica, diffondiamo arte, cultura, spettacolo, intrattenimento, relazioni personale e professionali e, in generale, il modo di vivere.
Questo sta accadendo ad una velocità elevatissima.

Secondo gli Esperti del Global Agenda Council le aree di cambiamento più evidenti sono:

  1.  Le aziende: i Social Media stanno diventando sempre più componenti essenziali per le strategie di business. Le agenzie stampa sono state stravolte, i servizi di assistenza clienti si sono evoluti, le “social media skill” rappresentano requisiti indispensabili per ogni impiegato
  2.  Le banche: i Social Media stanno trasformando il modo di effettuare acquisti, le nuove tecnologie finanziarie passano inevitabilmente attraverso questi contesti. Nuovi problemi relativi alla sicurezza e alla privacy risultano prioritari da affrontare
  3.  La cura della salute: oltreoceano alcuni medici effettuano visite anche tramite Skype, in Italia vi sono gruppi di auto aiuto, forum di scambio d’informazioni, siti in cui trovare risorse utili per il proprio benessere psicofisico. Le strutture sanitarie statali non possono chiudere gli occhi di fronte al dilagare di questi fenomeni, ma devono monitorare con attenzione e garantire la correttezza delle informazioni e dei processi
  4.  La politica: la vita civica, politica, istituzionale sta cambiando radicalmente. I cittadini stanno diventando parte sempre più attiva nel proporre idee e nel contribuire a realizzarle. Si richiedono a gran voce forme di governo oneste e trasparenti, interazioni dirette, alla pari, circolazione delle informazioni senza intermediari
  5. Azioni collettive di emergenza: in caso di disastri ambientali, sociali, industriali si assiste ad una mobilitazione immediata, diretta, che si spande a macchia d’olio grazie al coinvolgimento di volontari, sulla base delle proprie risorse, possibilità, esperienze, vicinanza geografica (ma anche non)
  6. Difesa dei diritti umani e ambientali: cresce la sensibilità verso la violazione dei diritti delle persone più fragili, dell’ambiente. La massiccia circolazione delle informazioni contribuisce a rendere edotte le persone circa la conseguenze delle azioni, in piccolo e in grande delle loro azioni. Crescono azioni collettive di protesta, boicottaggio degli Enti, Governi, Aziende che perseverano in queste pratiche scellerate a detrimento della salute collettiva e ambientale, della dignità umana e animale

A questi cambiamenti mi sento di aggiungerne alcuni altri che mi sembra di intravedere:

  • 7.   Il modo di fare informazione e di informarsi: verosimilmente tutti possiamo accedere alla fonte prima delle notizie, così come tutti abbiamo diritto di parola, siamo autori ed editori, e in quanto tali abbiamo il dovere di renderci responsabili della veridicità di quanto affermato. Multimedialità, contenuti co-creati contribuiscono ad arricchire questo patrimonio informativo, conoscitivo ed esperienziale
    8.   L’interdipendenza online/offline: sfuma sempre più il confine tra mondo online e offline, tra universo tecno mediato e non. Si assiste ad una fluidità dei contesti, delle esperienze, sempre più immersive e multimediali
    9.   L’evoluzione dei rapporti umani: il concetto di “amicizia”, grazie ai social Network, si amplia oltre i confini dello spazio, del tempo, della cultura, dei vincoli sociali. Se, da un lato, si assiste a legami fragili, superficiali, “mordi e fuggi”, illusoriamente caldi, che si chiudono, talvolta, con un semplice “click”, che va di pari passo con un aumento di solitudine percepita, dall’altra, a volte, si verifica un’indubitabile aumento di opportunità umane, affettive e professionali che altrimenti non sarebbe stato possibile. Le stesse famiglie diventano più fluide, si infrangono e si ricompongono, incorporando membri della famiglia precedente a cui si aggiungono nuovi partner e prole. Apertura del pensiero, famiglie “non convenzionali” si affacciano come un diritto che grida a gran voce di essere riconosciuto
    10.   Fluidità del pensiero e dei valori: la società, la cultura, gli eventi della storia si susseguono ad un ritmo vorticoso, generando smarrimento, confusione, perdita dell’orientamento. Se questo da una parte permette di aprire la mente, di delineare nuovi orizzonti impensabili fino a poche decine di anni fa, di incontrare e confrontarsi con persone diametralmente opposte da noi, dall’altra richiede una solidità interiore che, solo paradossalmente, sappia conciliare flessibilità, adattamento, al mutamento delle circostanze.

Per concludere: dal mio punto di vista, mi sento ottimista. Sento che le opportunità che stiamo vivendo in questa epoca superano di gran lunga i rischi. A patto che ciascuno di noi si impegni in un uso consapevole e responsabile degli strumenti di cui dispone.

Per approfondire, magari ti potrebbe interessare il libro: “#Mywebidentity – Aspetti psicosociologici dell’identità online”, Edizioni Psiconline

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