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Personal Branding

Promuovere un brand online, un lavoro da professionisti

Promuovere un brand online richiede, per prima cosa, un’approfondita conoscenza del cliente e del suo Brand e solo dopo avere acquisito un’adeguata padronanza di ciò si può cominciare a pianificare una strategia di marketing cucitagli addosso. Un professionista che lavora sul Personal Branding del cliente deve possedere un’ottima conoscenza della rete, dell’ambiente e dei suoi meccanismi, servono, inoltre, esperienza, chiarezza di esposizione, sia grafica che testuale, e un’idea precisa di dove si vuole arrivare: coraggio, strategia, delicatezza e, perché no, sperimentazione, sono attributi fondamentali per portare avanti al meglio un progetto.

Un professionista si può definire come quella figura che si occupa, incaricato da un cliente, letteralmente, di creare l’immagine e la presenza di un brand online. Deve farlo conoscere al grande pubblico, presentandolo nel modo giusto, intraprendendo le azioni più efficaci per realizzare una strategia finalizzata all’obbiettivo stabilito.

Il tutto, ovviamente, nella piena condivisione del progetto da parte del committente, condivisione che sarà il frutto di lunghe riunioni durante le quali le idee e l’esperienza del professionista dovranno sposarsi con i desiderata del committente, spesso con la scelta di alcuni compromessi tra l’esperienza del professionista e la visione che ha di sé stesso e del suo brand il committente, visione che non di rado potrebbe risultare poco efficace sul web.

Tipicamente, il committente è una persona che ritiene, a ragione, di sapere tutto sul suo brand e di avere, erroneamente, le idee chiare su come dovrebbe essere pubblicizzato e diffuso per affermarsi in rete.

Il committente, spesso, è una persona che ha deciso di ricorrere al supporto di un professionista non perché pensa di avere una reale necessità di idee e strategie da un esperto del settore ma solo perché non ha, materialmente, il tempo (o la capacità tecnica) di seguire di persona il lato marketing del suo progetto.

Il committente, in alcuni casi, è convinto che, se ne avesse il tempo (o la capacità), potrebbe fare qualsiasi cosa più in fretta e meglio di qualunque professionista.

In questa fase del lavoro, quella durante la quale si decide la strategia da perseguire, il lavoro del professionista è cruciale: qui entrano in gioco la sicurezza di sé, l’esperienza nel trattare con i clienti e la capacità di ascoltare e capire, la diplomazia necessaria per respingere le idee più assurde, facendo, al contempo, piccole concessioni per giungere ad un compromesso efficace, che conceda qualcosa che plachi l’ego del cliente, senza danneggiare la sostanza del progetto.

In pratica, il professionista deve essere capace di seguire un piccolo prontuario che deve regolare il rapporto con il cliente:

  • Sapersi spiegare con chiarezza; il cliente ha bisogno di capire, il suo brand è la sua vita e vuole essere convinto e deve acquisire la piena fiducia prima di metterlo in mano ad un estraneo. Il professionista deve essere capace di spiegare nei dettagli il suo progetto, con chiarezza e sicurezza, portando esempi pratici e mostrando, dove possibile, case history in grado di accendere la fantasia del cliente.
  • Mediare le idee del cliente con il progetto; solo quando è necessario e senza stravolgere il progetto, bisogna sapere quando accogliere le istanze del cliente per ottenere un compromesso che permetta di portare avanti il progetto in tutto il suo svolgimento senza subire ulteriori intromissioni.
  • Bisogna dimostrare pazienza, gentilezza ma fermezza; un professionista deve sentirsi sposato con il brand per cui lavora, diventarne parte integrante, ricordandosi sempre, durante ogni contrasto e trattativa, che il cliente e lui stanno comunque dalla stessa parte e l’obbiettivo è comune. Cortesia, gentilezza e tranquillità sono alla base di ogni dialogo costruttivo.
  • Al cliente va presentato e valorizzato il team che opererà sul progetto; è parte del processo di acquisizione della fiducia del cliente, farlo rendere conto che il suo Personal Branding sarà in mano a persone affidabili, anche se, quando necessario il team andrà anche protetto dalle interferenze. È importante che un buon professionista si interponga sempre tra il cliente ed il proprio team.
  • Mediare sempre; Il cliente conosce il proprio brand e, quasi sempre, è convinto di sapere cosa sia meglio fare per lui. Un buon professionista deve essere capace di ascoltare il cliente, cedendo su impuntature di minore importanza ma conservando l’integrità del progetto e della strategia.
  • L’esperto di è uno solo; ed è il professionista. Il committente sa tutto del suo lavoro, il professionista anche.
  • Avere il coraggio di dire NO; non si deve prendere un cliente ad ogni costo né accettare tutte le sue imposizioni pur di lavorare, c’è il fondato rischio di compiere un pessimo lavoro. Ci sono dei casi in cui il confronto e le discussioni non sono sufficienti per imporre l’idea giusta. A volte è necessario dire NO, a costo di rinunciare al cliente.

Insomma, il brand è l’attore principale del lavoro di marketing, e questo vale tanto più in rete. Il committente ed il professionista sono due soggetti ugualmente interessati a che il lavoro sia svolto nel modo migliore e con la massima efficacia. È come un matrimonio, non sempre è amore ma almeno la convenienza reciproca deve esserci sempre.

MINI GUIDA AL PERSONAL BRANDING

Guida al Personal Branding – introduzione
La prima impressione è quella che conta
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