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Il piano b nel marketing
Personal Branding

Salvare un Brand con il piano B: la strategia per le emergenze

Si sa, il progetto migliore, la strategia più collaudata e la campagna pubblicitaria più azzeccata possono incontrare un imprevisto. Che sia un evento casuale, una distrazione o il prodotto di un intervento malevolo atto proprio a sabotare il lavoro del professionista, per il Brand potrebbero nascere problemi seri, basta un attimo per gettare alle ortiche il lavoro di mesi e la migliore delle pianificazioni.

Soprattutto le attività online sono esposte facilmente all’opera di sabotatori o di haters che provano soddisfazione a distruggere, o almeno mettere in difficoltà, il lavoro di chi è migliore di loro.

Un Brand vincente, la cui immagine è stata ben strutturata e diffusa nel modo giusto, supera di slancio le piccole difficoltà, a volte basta semplicemente il nome ma, in altre occasioni, si presentano eventi imprevedibili per affrontare i quali è necessario avere una strategia alternativa, un modo per svicolarsi con eleganza. Un piano B, insomma.

Un piano B efficace consiste in una strategia studiata per i casi di emergenza: un articolo che parla male del brand, una recensione negativa subita da qualcuno che ha abbastanza seguito da essere un problema o, magari, un disservizio provocato da un problema tecnico, ad esempio la perdita di un ordine o un errore di spedizione causati da un malfunzionamento di un server…

Bisogna sempre ricordarsi che tutto il lavoro svolto dal professionista e dal suo team è completamente finalizzato al successo del Brand per il quale si sta lavorando e, quindi alla soddisfazione del cliente.

Avere un piano B pronto per ogni evenienza è sempre una buona idea

Vediamo, di seguito, alcuni consigli da applicare per salvaguardare il nome del Brand e non sciupare tutto il lavoro fatto per un inconveniente:

  • NO PANIC; la prima cosa da ricordarsi è un must: “Non farsi prendere dal panico”. Per riuscirci è importante avere sempre pronta una strategia alternativa preparata “nel caso che…”. Il piano B.
  • Rassicurare il cliente; in caso di imprevisti, il primo da rassicurare è il cliente. Il suo Brand è il suo business, è la sua vita. Ma il professionista quel Brand lo ha sposato, almeno per la durata del contratto, per cui ci tiene quanto il suo cliente. Prima mossa da fare, quindi rassicurare il cliente, sfoggiare la strategia alternativa e metterla in atto: poche chiacchiere, azione e soluzione.
  • Il buon nome del Brand ha la precedenza su tutto; questo perché fallire con un cliente significa lavoro perso per il futuro. Ogni elemento, ogni membro del team che ha partecipato al lavoro per quel Brand va messo in azione e stimolato affinché l’emergenza rientri il più rapidamente possibile. Le emergenze si affrontano con le persone che meglio conoscono i dettagli del progetto originale e del piano B.
  • Accertarsi del conseguimento degli obbiettivi; i cambiamenti improvvisi generano diffidenza e preoccupazione nel cliente, rassicurarlo è fondamentale ma lui non sarà tranquillo finché gli obbiettivi non saranno raggiunti: non ci si devono permettere cali di attenzione fino a quando gli obbiettivi concordati non saranno stati realizzati.
  • Avere sempre le risposte giuste; va bene mantenere alta la tensione nel gruppo di lavoro ma anche il cliente va costantemente tenuto tranquillo. Critiche e perplessità devono trovare rapidamente le giuste risposte mentre eventuali difetti, apparenti o riscontrati, vanno sapientemente ribaltati come elementi a favore. Il professionista presta la sua opera per fornire soluzioni.
  • L’obbiettivo finale è il successo del Brand; per raggiungerlo è necessario essere consapevole del fatto che è impossibile ottenere il 100 per 100 di soddisfazione. Fare in modo che ne sia consapevole anche il cliente è parte del lavoro del professionista. Bisogna sempre avere sotto controllo il proprio target ed analizzare i risultati dl proprio lavoro. Un’alta percentuale di gradimento certificherà la bontà del lavoro del professionista, sempre nella consapevolezza che è necessario accrescere al massimo quella percentuale. Si deve lavorare sul target selezionato ed ottenere il massimo gradimento possibile all’interno di quel target.

Emergenze ed imprevisti sono il pane quotidiano del lavoro di un professionista.

Curare un Brand significa anche essere pronto ad affrontare qualsiasi evenienza con rapidità ed efficienza.

MINI GUIDA AL PERSONAL BRANDING

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